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RISCONTRARE TRACCE DI SANGUE SULLA CARTA IGIENICA È ABBASTANZA COMUNE. SEGNO DA NON SOTTOVALUTARE.

Riscontrare occasionalmente tracce di sangue sulla carta igienica è abbastanza comune. Questo segno, di per sé poco preoccupante, è tipico di varie patologie, alcune delle quali molto gravi. Sangue Carta IgienicaSebbene una visita proctologica sia comunque consigliabile, il paziente può farsi un’idea del problema che lo affligge esaminando le caratteristiche e gli eventuali segni e sintomi associati all’emorragia. Vediamo alcuni esempi:

  • ragadi anali: questi piccoli taglietti della mucosa anale sono la più frequente causa di sangue sulla carta igienica. In tal caso l’emorragia è molto contenuta e più che vere e proprie gocce di sangue, si osservano sottili striature di colore rosso vivo che si attenuano con i vari passaggi della carta igienica. Le ragadi anali, che causano normalmente dolore anale acuto durante la defecazione e l’igiene intima, possono essere prevenute e sconfitte tramite un’accurata igiene intima, e con la regolarizzazione dell’attività intestinale in caso di diarrea o stitichezza
  • emorroidi: sono dilatazioni delle omonime vene sottomucose a livello dell’ano e del tratto terminale del retto. In questo caso l’emorragia è tendenzialmente più abbondante ed il sangue sulla carta igienica crea delle vere e proprie macchie; talvolta si può addirittura osservare un gocciolamento ematico nelle pareti interne del WC od una verniciatura di sangue sulle ultime feci emesse. L’emorragia emorroidale è di solito indolore, ma in caso di gravità può associarsi alla perdita di muco, irritazione, dolore e prurito
  • polipi o carcinomi del colon-retto: in questo caso il sangue si presenta commisto alle feci, purtroppo spesso in maniera non visibile ad occhio nudo e senza sintomi associati (per questo nello screening del cancro al colon-retto, dopo i 50 anni si effettua la cosiddetta ricerca di sangue occulto nelle feci). In caso di polipi di grosse dimensioni, le feci assumono un aspetto nastriforme ed è comune la persistenza dello stimolo evacuativo anche dopo la defecazione. La presenza di dolore addominale non molto intenso, anemia, scarsità di appetito, affaticamento, stanchezza, dispnea, perdita di peso, con sangue nella carta igienica, diarrea e stitichezza può far sospettare un cancro al colon-retto
  • colite ulcerosa: malattia infiammatoria cronica dell’intestino, spesso caratterizzata dall’emissione di feci diarroiche con tracce di muco e sangue; più raro il riscontro di sangue nelle feci in un soggetto affetto da morbo di Crohn
  • malattia diverticolare: i piccoli sacchi (diverticoli), che soprattutto nella terza età si formano lungo le pareti intestinali di alcuni soggetti, possono infiammarsi e raramente causare abbondante sanguinamento improvviso in assenza di dolore, anche con emissioni di coaguli ma spesso senza emissione di feci
  • ulcera peptica: le ulcerazioni della mucosa gastrica e duodenale determinano emorragie che si manifestano – tra l’altro – con l’emissione di sangue digerito nelle feci (melena), caratterizzato da un colore particolarmente scuro e dalla consistenza catramosa
  • malattie alimentari: le tossinfezioni alimentari (salmonella, escherichia coli, shigella…) si accompagnano tipicamente a dolori e crampi addominali con scariche diarroiche violente, talvolta frammiste a sangue e muco (espressione di un danno della mucosa intestinale)
  • malattie veneree: come gonorrea, clamidia, herpes genitale, sifilide, tricomoniasi contratte attraverso rapporti sessuali non protetti di natura principalmente anale
  • sanguinamenti di natura iatrogena: terapia radiante nel trattamento di tumori pelvici, abuso di farmaci lassativi come il bisacodile, o di antidiarroici, e terapie antibiotiche prolungate, specie con lincomicina e clindamicina, possono causare sanguinamenti rettali.
NOTA BENE: è buona norma che ogni sanguinamento rettale percepito, anche se di lieve entità e limitato alla presenza di sangue nella carta igienica, sia sottoposto all’attenzione del proprio medico curante, soprattutto in caso di età superiore ai 45 anni o familiarità per poliposi e tumori del colon-retto.

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