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Sul delicato e discusso tema del pensionamento l’ente previdenziale dell’Inps ha rilasciato una circolare numero 62, del 4 aprile 2018, attraverso la quale andare a chiarire tutta una serie di requisiti e modifiche essenziali in prospettiva del pensionamento.

La circolare in questione si riferisce al decreto 5 dicembre 2017, adeguandosi agli incrementi della prospettiva di vita e alle modifiche apportate sul pensionamento.

Con l’Articolo 1, comma 146, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 vengono rappresentati tutti i requisiti previsti per la domanda di pensionamento sulla base delle nuove aspettative di vita.

Ogni modifica assumerà così un carattere esecutivo a partire dal 1 gennaio 2019, adeguandosi alle nuove linee guida per la prospettiva di vita con effetto dal 2021.

A regolamentare i requisiti per la pensione di vecchiaia si trova l’art. 24, commi 6 e 7, legge n. 214 del 2011; per la pensione anticipata l’art. 24, commi 10 e 11, legge n. 214 del 2011, mentre per i lavoratori precoci l’articolo 1, commi 199 -205, della legge n. 232 del 2016.

Il decreto 5 dicembre 2017 ha inoltre deciso e stabilito un incremento di 0,4 unità in riferimento alla somma di età anagrafica e di anzianità contributiva della legge 23 agosto 2004, n. 243, con effettiva esecuzione al 1 gennaio 2018.

Il sistema di pensionamento c.d. quote, per il biennio 2019-2020, potrà essere esercitato dai lavoratori con almeno 35 anni di contribuiti alle spalle per un’età minima di 62 anni, sotto il raggiungimento di quota 98 per i lavoratori pubblici a 63 anni, quota 99 per i lavoratori autonomi iscritti regolarmente all’Inps.

Il calcolo della quota dovrà essere effettuato seguendo il punto 3.2 del messaggio n. 020600 del 13.12.2012 al punto 3 della circolare n. 60 del 2008.

Tra i programmi condivisi dal partito della Lega e dal Movimento 5 Stelle, al fine di poter giungere ad un’esecutivo del Governo, si trova anche la questione legata alla riforma della legge Fornero, prevedendo una somma di età e contributi pari ad almeno 100 anni, una proroga “donna” al fine di consentire il pensionamento alle donne con 35 anni di contributi versati e 57-58 anni di età anagrafica.

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