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L’ematologo palermitano Francesco Lo Coco, 63 anni, è stato insignito del premio Josè Carreras, all’interno della città di Stoccolma, successivamente alle scoperte sulla patologia della leucemia fulminante senza l’impiego della chemioterapia.

La patologia aggressiva sembrerebbe così diventare curabile in 9 casi su 10, rinunciando alla classica terapia farmacologica della chemio in favore di una combinazione promossa tra l’impiego dell’acido retinoico e triossido d’arsenico, indirizzati solamente contro le cellule cancerogene.

Francesco Lo Coco, ordinario di Ematologia all’Università di Roma Tor Vergata, ha ricevuto il prestigioso premio a Stoccolma in occasione del 23esimo Congresso della Società europea di ematologia-Eha, in merito alle proprie ricerche sulla chemio-free a contrasto della leucemia fulminante.

Lo stesso Francesco Lo Coco ha ricordato: “Il premio José Carreras è stato assegnato per la prima volta a Barcellona in occasione del quarto Congresso Eha”, uno dei premi maggiormente prestigiosi in ambito ematologico.

“Sono onorato per questo nuovo riconoscimento attribuito all’ematologia tricolore” ha confermato ancora a caldo Lo Coco, evidenziando: “Oggi possiamo salvarli nella stragrande maggioranza dei casi. Già abbinando acido retinoico e chemioterapia il tasso di guarigione era passato al 70-80%, mentre ora siamo arrivati a oltre il 90% senza chemio”.

“Con quella pubblicazione abbiamo messo le fondamenta di un nuovo paradigma diventato oggi standard di cura per la leucemia acuta promielocitica: la combinazione di acido retinoico più triossido d’arsenico, in grado di distruggere in modo specifico una proteina sbagliata che si trova soltanto nelle cellule maligne” ha spiegato Francesco Lo Coco.

L’ematologo si è soffermato sulla crescita incontrollata dei promielociti, ovvero i progenitori dei globuli bianchi, in correlazione con la leucemia fulminante, evidenziandone l’accumulo in forma immatura sfociando in anemie ed emorragie.

“La malattia può insorgere in modo improvviso e spesso ha un decorso aggressivo, a volte fulminante per via delle gravi emorragie interne, senza una diagnosi rapida e accurata, e in assenza di terapie adeguate, ancora oggi questo tumore può avere esito fatale in poche ore o in pochi giorni” ha concluso Lo Coco.

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