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L’Aulin: bandito da quasi tutti i Paesi perchè tossico. Di Aulin si muore, ma da noi si vende regolarmente.

LE INSIDIE DELL’ “AULIN” (NIMESULIDE)

L’Aulin è un farmaco antinfiammatorio contenente come principio attivo la nimesulide ed è sicuramente tra gliantidolorifici più noti ed usati in Italia.

E’ bene sottolineare “in Italia” in quanto non molti sanno che i farmaci con nimesulide sono stati banditi da gran parte dei Paesi europei (come Belgio, Danimarca, Finlandia, Irlanda, Olanda, Spagna e Svezia) e addirittura non sono mai entrati in commercio in altri come Germania, Stati Uniti, Giappone, Gran Bretagna e Canada.
I motivi sono legati proprio alla nimesulide e alla sua ormai nota epatotossicità, cioè alla sua capacità di danneggiare seriamente il fegato.
Nel bugiardino ne viene difatti sconsigliato l’uso a soggetti che soffrono di disturbi al fegato (e ovviamente a donne in gravidanza) ma questo semplice avvertimento potrebbe indurre molte persone, con questo organo “sano”, ad abusarne, nella convinzione che per loro non ci siano rischi.
E’ bene invece tenere sempre a mente che, anche in assenza di disturbi seri al fegato, a lungo andare e con l’uso continuativo del farmaco, qualche effetto prima o poi si farà comunque sentire, in particolar modo se sottoponiamo contemporaneamente il nostro fegato ad ulteriori stress che possono essere dati dall’uso di alcool, di altri farmaci o droghe metabolizzati da quest’organo (compresa, per esempio, la Tachipirina) o da un’alimentazione completamente sbagliata. Ricordiamo che i farmaci antinfiammatori come l’Aulin costituiscono solo terapie “sintomatiche”, che non vanno minimamente a risolvere il problema principale che ha determinato la sintomatologia dolorosa ma anzi, contribuiscono ad innescare un pericoloso circolo vizioso in cui, ogni volta che si ha dolore, si ricorre subito al farmaco.
Esistono delle alternative? Sicuramente sì.
Per prima cosa si dovrebbero individuare e risolvere, quando possibile, le cause e i comportamenti che sono associabili alla sintomatologia dolorosa. Se questo non bastasse una medicina come l’omeopatia può esser di grande aiuto utilizzando rimedi non tossici (che possono essere quindi assunti anche in gravidanza) che agiscono stimolando una reazione autocurativa dell’organismo che non si limiterà alla sola soppressione dei sintomi ma tenderà a riportare l’equilibrio psico-fisico della persona nella maniera più sana, rapida e duratura possibile.
La diagnosi omeopatica è molto complessa, poiché ogni persona è unica ed irripetibile e necessita di una cura strettamente individualizzata. Ciò rende imprescindibile la visita e il rapporto continuativo con un medico omeopata esperto.
Grazie al dr.Tancredi Ascani
FONTE

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