Immigrato ucciso, a Rosarno sale la tensione: corteo di protesta davanti al municipio

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In this photo taken on Monday, Feb. 1, 2016, people stand by the tent city of San Ferdinando, Southern Italy, where about 1,200 migrants and refugees live without access to basic services. Thousands of migrants, many from Africa, who harvest oranges in the southern Italian region of Calabria during the fruit-picking season, live on meager wages and in squalid conditions, some in abandoned farmhouses or derelict factories, often with no running water or electricity. (ANSA/AP Photo/Annalisa Camilli)

Sale la tensione a San Ferdinando, all’indomani dell’uccisione di un immigrato che aveva aggredito a coltellate un carabiniere. Un centinaio di migranti stanno inscenando per le strade duna manifestazione per protestare dopo l’episodio di ieri. Tra i manifestanti c’è rabbia, ma al momento non si registrano episodi di violenza.

«Non siamo qui per fare la guerra o per fare casini, siamo qui per lavorare e per mangiare. I carabinieri devono venire per mettere pace e non per uccidere», ha detto un migrante del Mali, connazionale del giovane morto ieri, davanti al Municipio dove gli extracomunitari accampati nella tendopoli si sono radunati per protestare le condizioni in cui sono costretti a vivere nella tendopoli. «Quello che è accaduto ieri – ha aggiunto il migrante – non è giusto. E vogliamo che tutta l’Italia e tutta l’Europa lo sappiano».

Sono state ulteriormente rafforzate le misure di vigilanza e sicurezza nella tendopoli. La decisione é stata presa nel corso di una riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica convocata dal prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino. Per oggi lo stesso prefetto Sammmartino ha convocato un’altra riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica alla quale sono stati invitati a partecipare il Presidente della Regione Calabria, il sindaco di Rosarno ed il Commissario del Comune di San Ferdinando, ente commissariato dall’ottobre del 2014. 

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