IL PRURITO IN UNA SPECIFICA PARTE DEL CORPO HA UN SUO SIGNIFICATO EMOTIVO ECCO QUALE.

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Grattarsi è uno di quei gesti che rientra nella quotidianità di tutti noi. La sensazione di prurito, come  quella del dolore o del bruciore, è un segnale rilasciato dall’organismo per avvertire di una condizione anomala, ad esempio un’allergia o un disturbo.

Diversamente dagli altri “avvertimenti” utilizzati dal nostro corpo, il prurito è un sintomo di non semplice interpretazione e davanti al quale anche il medico potrebbe trovarsi in difficoltà. Ciò è dovuto alla sua mancanza di specificità che fa di questa condizione un segnale generico non necessariamente legato a problematiche della cute.
 È noto che il prurito sia spesso lo specchio di disturbi non strettamente legati al corpo ma alla psiche, e in questo caso il fastidio che provoca l’irrefrenabile voglia di grattarsi può essere definito sintomo psicosomatico.

Nel caso di una persistente sensazione di prurito bisogna innanzitutto rivolgersi ad un medico che saprà indirizzare verso lo specialista più adeguato, ma qualora le visite non producano alcun risultato è lecito pensare di trovarsi di fronte ad una condizione dovuta alla mente più che al corpo. In questo caso, in base all’area colpita dal fastidio possiamo cominciare ad avere un’idea della possibile causa.

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Un “grattacapo” è un dilemma che non trova una rapida e facile soluzione. La necessità costante di grattarsi la testa può essere sintomo di preoccupazioni nonché della difficoltà nel trovare un modo per uscire dai nostri problemi.

Il naso è quella parte del corpo che serve a raccogliere l’ossigeno necessario alla respirazione, dunque può diventare il “colpevole” dell’aria pesante che respiriamo quotidianamente a causa di un ambiente – magari domestico o professionale – caratterizzato da tensione ed infelicità.

Quando qualcosa impedisce ai nostri occhi una visione chiara le mani finiscono in questa zona spontaneamente. Se non si tratta però di un vero problema alla vista, forse c’è qualche situazione in cui non riusciamo a “vedere chiaro”.

Lasciarsi i problemi alle spalle senza risolverli non sempre ci consente di vivere in modo sereno. Se nessun insetto ci ha punti, se nessuna irritazione della pelle è in atto, forse dovremmo riprendere in mano qualche situazione in sospeso.

Se qualcuno ci dice “mi prudono le mani” con aria minacciosa probabilmente non sta parlando di un problema cutaneo. L’espressione deriva infatti dallo “stimolo” di questi preziosi arti nel caso in cui coviamo rabbia nei confronti di qualcuno.

Il prurito ai piedi e alle gambe può essere sintomo di una circostanza dalla quale vorremmo scappare, mentre quello ai genitali può significare insoddisfazione o addirittura sensi di colpa.

Mappatura del prurito, analisi psicosomatica

Ecco una mappatura delle principali sedi di questo fastidioso sintomo, e di relazionarle con alcune comuni motivazioni psichiche:

Prurito alla testa

Spesso si dice , quando si è preoccupati, di avere un “gratta-capo”. Questa localizzazione del sintomo, sottintende, a livello spesso inconscio, una preoccupazione e il nostro tentativo di trovare una soluzione.

Prurito al naso

Quando respiriamo un’aria pesante, o, per meglio comprendere, “irritante”, spesso si accusa prurito in questa sede; ad es: il prurito al naso dei bambini che vivono in un ambiente familiare “teso” in cui i genitori spesso litigano e non vanno d’accordo.

Prurito agli occhi

E’ la localizzazione di quando abbiamo difficoltà a vederci chiaro, e allora, dobbiamo strofinarci gli occhi…

Prurito alla schiena

Tipico di quando ci gettiamo un problema “alle spalle”, ignorandolo. E’ il momento, allora, di ripescare il problema, di affrontarlo, e risolverlo.

Prurito al collo

Tipico di quando ci troviamo nella difficoltà di agire razionalmente o d’istinto o quando si è combattuti per qualcosa. Il collo è il punto di congiunzione tra testa e cuore; per questo si traduce nell’incapacità di decidere la cosa più giusta da fare.

Prurito alle mani

Quante volte, avendo voglia di “picchiare” qualcuno, diciamo: “- Mi prudono le mani…..”. Esprime una rabbia soffocata.

Prurito alle gambe

Le gambe, ci portano lontano…ecco come, un prurito in questa zona, può celare la smania di fare qualcosa o di scappare da una determinata situazione . Es: il prurito alle gambe degli anziani, spesso cela la paura della morte, e il tentativo di sfuggire da tale esperienza…

Prurito ai piedi

Tipico di quando ci troviamo in una situazione dalla quale toglieremmo volentieri i piedi…

Prurito all’addome

Particolare attenzione va posta al prurito della pancia nelle gravide, in quanto poterbbe sottintendere un rifiuto inconscio  alla maternità a seguito di svariati problemi come giovane età della mamma, problemi economici , finanziari ecc….

Prurito ai genitali

Più spesso colpisce il sesso femminile, e, a meno di infezioni, può essere causato da sensi di colpa oppure da una insoddisfacente e poco gratificante vita sessuale.

Per concludere

Il prurito diventa un modo di grattarsi via un persecutore interno – fantasmatico o reale non ha più importanza – che non da tregua. Ma il prurito aspecifico incontrollabile può essere anche la difesa a un cambiamento di pelle, a un passo esistenziale verso un’identità nuova, alla scelta della propria creatività, all’assertività.

In ogni caso, anche se si tratta di un disturbo psicosomatico, non si può evitare di curarlo perché i suoi effetti sono più che concreti.

Per lenire il prurito possiamo:

  • Usare solo indumenti di cotone, lino o seta a diretto contatto della pelle, meglio se chiari (blu scuro e nero sono fra i colori più fastidiosi per la cute)
  • Sostituire gli ammorbidenti con acido citrico in polvere diluito in acqua
  • Alla sera, fare un bagno tiepido con amido di riso, poi asciugarsi tamponando. Se si fa la doccia, prima applicare sul corpo un velo di olio di mandorle; dopo, una crema lenitiva.
  • Se il prurito è davvero insopportabile, ricorrere al dermatologo

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