Occhio alla ripresa della scuola: tornano i pidocchi e quest’anno sono ancora più resistenti. Cosa fare? (IMPORTANTE PER LE MAMME )

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Arrivano i superpidocchi, più resistenti e insidiosi degli altri anni. Possibile? Siamo nel 2016, i nostri bimbi sono tutti puliti e profumati, come possono ancora esistere le infestazioni di questi terribili parassiti che si attaccano ai capelli dei nostri figli? E ogni anno assistiamo a varie ondate di parassiti: appena tornano a scuola e in primavera. E’ sempre stato così? Cosa sta succedendo?

Sembra proprio di sì! una realtà con cui tante famiglie ormai fanno i conti tutto l’anno. «I pidocchi sono diventati molto resistenti, proprio come è capitato ai batteri dopo decenni di antibiotici» spiega Carlo Gelmetti, direttore di Dermatologia pediatrica al Policlinico di Milano. «Per contrastarli avremmo dovuto usare prodotti biochimicamente diversi tra loro, a rotazione». Invece negli ultimi trent’anni si è usata con insistenza la permetrina. Così tra i pidocchi si è diffuso sempre più un gruppo di mutazioni genetiche (detto knock down resistance) che difende il loro sistema nervoso dagli insetticidi che troviamo nelle farmacie. Un «superpotere» promosso dalla selezione naturale, comparso per la prima volta nelle mosche alla fine degli anni Settanta – quando si abbandonò il Ddt in favore del più ecosostenibile fiore di piretro.

«Per questo oggi sono efficaci soprattutto quei prodotti che ostruiscono meccanicamente gli spiracoli, ossia le piccole aperture sul corpo usate dai pidocchi per respirare ed espellere acqua. Sono prodotti, scrivete, basati su oli sintetici come ildimeticone, il miristato di isopropile o il tocoferolo acetato. Leggete l’etichetta prima di acquistare il nuovo shampoo.

«È difficile che i pidocchi possano sviluppare resistenza a questi trattamenti, che però sono efficaci solo se applicati con rigore. Non funzionano se i pidocchi non sono completamente ricoperti e non lasciano residui nei capelli che possano uccidere i pidocchi dopo che la testa è stata lavata» spiega Ian Burgess, direttore del Medical Entomology Centre di Cambridge. «Ci sono anche altri prodotti basati su oli essenziali ed estratti di erbe, ma sfruttano lo stesso principio dei piretroidi: intossicare i nervi dei pidocchi. E anche per questi i pidocchi stanno sviluppando resistenza. Mentre non ci sono ancora prove scientifiche dell’efficacia di altri rimedi come l’olio di neem».

Una spiacevole novità introdotta dai «superpidocchi» è che oggi non sono più soltanto i bambini a esserne infestati, ma anche gli adolescenti. Con le mutazioni dei pidocchi i bambini oggi li hanno in testa per periodi prolungati, e quindi possono passarli a fratelli e sorelle più grandi e anche ai genitori. Soprattutto le sorelle maggiori diventano un veicolo privilegiato di trasmissione, per i capelli più lunghi, l’abitudine ad abbracciare le amiche e la moda dei selfie di gruppo, che porta le teste a contatto tra loro. Su quest’ultima novità non tutti gli esperti sono d’accordo. i luoghi più infestati restano realtà come l’asilo nido e la scuola materna, con aule affollate che facilitano la trasmissione.

E’ vero invece che i pidocchi prediligono capelli lisci e puliti: il cuoio capelluto unto o la presenza di gel e brillantina rende loro più difficile succhiare il nostro sangue. «I pidocchi non sono un segno di sporcizia e negligenza personale, ma di grande socialità» spiega Burgess. «I bambini più socialmente attivi hanno maggiori probabilità di contrarre pidocchi e di passarli agli altri».

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