LA MORTE DELLA FIGLIA LO HA MESSO IN GINOCCHIO. AD 89 ANNI RIPRENDE A SPINGERE IL SUO CARRELLINO DEI GELATI. MA UNA FOTO FINITA SUL WEB LE CAMBIA LA VITA.

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Lui si chiama Fidencio Sanchez e lavora per le strade di Chicago. A 89 anni è tornato nuovamente a spingere il suo carrellino di ghiaccioli per a causa della sua precaria situazione economica. La figlia che si occupava di lui è morta e, per poter curare la moglie malata, è dovuto tornare a lavoro. Qualche giorno fa però, un ragazzo, Joel Cervantes Macias lo ha incontrato per strada e commosso dalla sua storia ha deciso di comprare 50 dollari di ghiaccioli e di pubblicare la foto dell’uomo sul suo profilo Facebook, tutto questo per sensibilizzare le persone e cercare in qualche modo di aiutare l’uomo.

”Sembrava soffrisse eppure non aveva alcuna intenzione di arrendersi”, ha detto Cervantes al Chicago Tribune.

”Raggiunta quell’età non dovrebbe più lavorare, ma godersi la pensione”, ha aggiunto Cervantes. Sceso dall’auto, ha comprato 20 ghiaccioli e gli ha dato 50 dollari. Poi ha postato su Facebook una foto del venditore di gelati. E questo ha cambiato la vita di Fidencio. Cervantes ha quindi lanciato una campagna di crowdfunding su GoFundMe. All’inizio dovevano essere 3000 dollari, ma la prova di solidarietà di internet ha superato di gran lunga le aspettative.17nonno2

Dopo soli 4 giorni, la somma raccolta ha superato i 200.000 dollari. “È davvero un ottimo esempio di quanto la comunità abbia da dare, se gli viene data la possibilità” ha detto uno degli organizzatori della raccolta fondi. Attraverso i video in diretta sulla pagina Facebook di Loera e di Macias, i cittadini di Chicago, hanno potuto conoscere meglio la storia di Fidencio e sua moglie Eladia.

“Eravamo dei poveri contadini – ha detto Eladia, la moglie di Fidencio in uno dei Facebook live – Siamo arrivati qui a Little Village per guadagnare un po’ di soldi per poter iscrivere nostra figlia a scuola e garantirle un futuro”.  “Mia figlia era come una madre per noi – ha aggiunto Sanchez – lavorava tutti i giorni, poi tornava a casa per cucinare per noi. Non sappiamo come fare senza di lei”.

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